Agenti di Commercio Roma - F.N.A.A.R.C. al servizio degli Agenti

Fnaarc Roma > Industria 4.0: ecco i primi effetti
Redazione FNAARC Roma - Roma, 29 Maggio 2017
Redazione FNAARC Roma

Industria 4.0: ecco i primi effetti

Volano beni strumentali, intermedi ed energia.

Se siete degli agenti di commercio che operano nei settori dei beni strumentali, intermedi e nell’energia, sappiate che state operando nei settore giusti.

Secondo i dati dell’ISTAT, l’industria italiana ha ripreso a fatturare nel marzo 2017 grazie a questi tre settori, che registrano rispettivamente un +6%, +9,1% e +21%. L’accelerazione riguarda sia il mercato interno, ma è tre volte superiore verso l’estero. L’aumento complessivo dei fatturati è di 0,5% rispetto a febbraio, e del 7,2% rispetto a marzo 2016, al netto della differenza dei giorni lavorativi. Nell’insieme del primo primo trimestre, l’espansione è stata dell 0,4%, minore di quella del trimestre precedente (+1,7%).

Questi dati sono il frutto dei primi effetti dell”industria 4.0“, ma la spinta arriva maggiormente dal prezzo del petrolio, che fa da volano per l’energia.

I risultati positivi, però, sono diffusi a tutti i settori con la sola eccezione dell’industria dei computer e dei prodotti d’elettronica (-8%)m tanto da far immaginare una possibile spinta anche da parte del piano del governo Industria 4.0, che prevede 11 miliardi di euro di incentivi in tre anni a sostegno degli investimenti innovativi. Infatti, guardando agli ordini, gli andamenti sono meno univoci. A marzo c’è un calo del 4,2% rispetto a febbraio, ma la media del primo trimestre resta positiva (+1,5%) rispetto a marzo del 2016.Inoltre, gli ordinativi sono aumentati del 9,2%, un dato maggiore da oltre sei mesi, a partire dall’agosto dell’anno scorso.

Ma più complesso è il quadro che emerge dai dati del commercio estero verso i mercati fuori dall’Unione Europea, dove hanno inciso negativamente le festività di Pasqua e il ponte del 25%. Sia le esportazioni che le importazioni italiane risultano in calo dal mese precedente (rispettivamente del -4,9% e del -0,8%). E su base annua l’export si riduce del 3,7%, mentre l’import cresce del 4,1%, sull’onda dell’energia (+31,2%). I mercati di sbocco in maggiore sofferenza sono i paesi Opec (-17,6%) e gli Stati Uniti (-9,6%), al contrario mostrano una crescita sostenuta la Russia (+13,6%), il Giappone (+7,1%) e la Cina (+5,6%).